Cosa ci fanno, in un programma di autori minori, cinque autori che di minore non hanno proprio niente?
Sono qui a ricordarci che anche i nomi più blasonati non nascono dal nulla, ma sono il prodotto di un sistema musicale ampio e diffuso, di cui alcuni sanno cogliere i frutti migliori… e di cui la storia s’è effettivamente accorta!
Il giovane Rossini (che qui viene eseguito nella trascrizione di Carulli, compositore noto più o meno solo ai chitarristi!) veniva detto “il tedeschino” proprio perché s’era dedicato totalmente allo studio di Haydn e Mozart, mentre Schubert e Beethoven hanno entrambi studiato con un compositore dalla cattiva (e immeritata) fama, il povero Antonio Salieri, che era invece un didatta rigido ma efficace. Boccherini è invece un compositore che, se da una parte non ha mai lasciato in pace i violoncellisti, dall’altra fatica ancora a farsi conoscere per il suo repertorio sinfonico.
ENSEMBLE UNIVERSITARIO GHISLIERI
Carlo De Martini, direzione musicale
Gioacchino Rossini: Ouverture de La gazza ladra (1817)
(Trascrizione di Ferdinando Carulli per flauto, violino e chitarra)
Ludwig van Beethoven: Allegro dal Trio in si bemolle maggiore op. 11 (1798)
per clarinetto, violoncello, pianoforte
Franz Schubert: Andante dal Trio in si bemolle maggiore op. 99 (1827)
per violino, violoncello, pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart: Allegro dal Quartetto in sol minore KV 478 (1785)
per pianoforte e archi
Luigi Boccherini: Quintetto in re maggiore G 488 “Fandango” (1798)
per chitarra e archi
Ingresso libero fino a esaurimento posti
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