Vivi e vegeti. Dal 1743

Cosa ci fanno, in un programma di autori minori, cinque autori che di minore non hanno proprio niente?
Sono qui a ricordarci che anche i nomi più blasonati non nascono dal nulla, ma sono il prodotto di un sistema musicale ampio e diffuso, di cui alcuni sanno cogliere i frutti migliori… e di cui la storia s’è effettivamente accorta!
Il giovane Rossini (che qui viene eseguito nella trascrizione di Carulli, compositore noto più o meno solo ai chitarristi!) veniva detto “il tedeschino” proprio perché s’era dedicato totalmente allo studio di Haydn e Mozart, mentre Schubert e Beethoven hanno entrambi studiato con un compositore dalla cattiva (e immeritata) fama, il povero Antonio Salieri, che era invece un didatta rigido ma efficace. Boccherini è invece un compositore che, se da una parte non ha mai lasciato in pace i violoncellisti, dall’altra fatica ancora a farsi conoscere per il suo repertorio sinfonico.

ENSEMBLE UNIVERSITARIO GHISLIERI
Carlo De Martini
, direzione musicale

Gioacchino Rossini: Ouverture de La gazza ladra (1817)
(Trascrizione di Ferdinando Carulli per flauto, violino e chitarra)
Ludwig van BeethovenAllegro dal Trio in si bemolle maggiore op. 11 (1798)
per clarinetto, violoncello, pianoforte
Franz SchubertAndante dal Trio in si bemolle maggiore op. 99 (1827)
per violino, violoncello, pianoforte
Wolfgang Amadeus MozartAllegro dal Quartetto in sol minore  KV 478 (1785)
per pianoforte e archi
Luigi BoccheriniQuintetto in re maggiore G 488 “Fandango” (1798)
per chitarra e archi

Ingresso libero fino a esaurimento posti

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